venerdì 12 giugno 2020

Responsabilità politiche e morali

Probabilmente verrà fuori che il governo, e i vari organi territoriali, si sono rifiutati di aprire la zona rossa nelle aree colpite dal covid per venire incontro alle sciagurate pretese degli imprenditori dell'area lombarda.
Il fatto che la faccia di plastica di gonde non abbia fatto una grinza e continui senza alcun pudore a sfruttare la sua posizione politica per spacciare televendite sul presunto gran lavoro svolto e da svolgersi dai suoi esecutivi la dice lunga sullo spessore morale del premier. Chissà come fa a prender sonno lui, fontana, sala e i vari untori del paese sulle cui spalle pesa la responsabilità morale e politica di migliaia di morti.
A giudicare dai sondaggi, che danno sovranisti e populisti ancora saldamente al 60% tra i preferiti dell'elettorato attivo, probabilmente la responsabilità politica passa in secondo piano: in un paese di analfabeti funzionali una figura tenue ma sovraesposta come quella del pugliese continua a godere di grandi favori. È dell'altro giorno un sondaggio di sky che attribuiva al premier un giudizio egregio sulla gestione della pandemia dal 40% degli intervistati, quasi il doppio rispetto a frau merkel. I dati dei morti sono inversamente proporzionali. Davvero un triste momento per il paese, ritrovarsi in mano a questi soggetti che stanno facendo tirocinio sulle spalle del popolo italiano, che oltretutto gli tributa grandi onori. 
Auspico una nuova norimberga, ma nel paese dei 30 milioni di fascisti che il 25 aprile divennero 30 milioni di partigiani è lecito dubitare fortemente che questo avvenga.

Infine, un appunto: patetici i lombardi, che dopo aver sputato la peggio merda - fondata sul nulla, se non razzismo dettato da atavici complessi di inferiorità - sui meridionali una vita si offendono se li chiamano per quelli che sono, untori. 



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