Il periodo di clausura, che invero sto godendomi senza nessuna controindicazione, e la sedentarietà sentimentale ormai consolidata mi ispira delle considerazioni banali, tardoadolescenziali (si puo' dire alla soglia dei 40?)
Credo che conoscere un'altra persona sia come intraprendere un viaggio, senza prendere aerei o treni. Un posto puo' attirarti perché è bellissimo, ma freddo e vuoto come puo' essere una città industriale inglese. Fredda, pulita, senza un centro, anonima.
Oppure una cittadina piccola provinciale italiana. Il piu' delle volte belle, delle volte brutte, anonime e senza tanto da dire, tutte uguali tra loro, tipo una ragazza che si guarda uomini e donne.
Oppure un posto esotico: ti attira tantissimo, ci vai, ne godi appieno, poi pero' ti studi e vuoi tornare a casa.
Oppure una metropoli: bella, bellissima, enorme, e pero' non ci vivrei.
E così via. Conoscere gente nuova è come viaggiare. Io ormai sono stanco per viaggiare, ho viaggiato anche troppo, ma magari un giorno mia figlia leggerà queste righe e avrà l'età giusta per non riderne.
giovedì 12 novembre 2020
Viaggi
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